I verbi in giapponese 2


Verbi in giapponese

Verbi in giapponeseVerbi in giapponese (fonte: api.ning.com)

Le tipologie di verbi in giapponese

Come in qualunque altro linguaggio anche i verbi in giapponese coniugano, ovvero cambiano forma in funzione del contesto in cui vengono usati; prima di studiare le coniugazioni, vediamo il tempo infinito dei verbi.

A questo riguardo bisogna dire che, guardando al tempo infinito del verbo, si riescono a distinguere essenzialmente tre gruppi di verbi:

  • i verbi “ru”, ovvero alcuni verbi che terminano con la sillaba る. Degli esempi sono たべる (mangiare), ねる (dormire) e おきる (svegliarsi).
  • I verbi irregolari する e くる, che significano rispettivamente “fare” e “venire”, i quali non coniugano come i verbi ru anche se terminano in る.
  • I verbi “u”, cioè tutti gli altri verbi che non sono né di tipo ru né irregolari. Degli esempi sono のむ (bere), よむ (leggere) e いく (andare).

Da quanto appena detto è chiaro che l’infinito di tutti i verbi termina con il suono “u”, però resta il dubbio “Come faccio a capire quando un verbo che finisce con る è di tipo ru oppure u”?

Una regola di massima da seguire è di controllare il suono della sillaba che precede la る: se la sillaba contiene i suoni a, o oppure u allora si può essere certi che si tratta di un verbo di tipo u; alcuni esempi sono わかる (capire) e とる (prendere).

Se la sillaba contiene invece i suoni i oppure e, non è detto che il verbo sia sempre di tipo ru; per esempio ねる è un verbo di tipo ru con la penultima sillaba che termina in e. Pure il verbo かえる (tornare) ha la penultima sillaba che termina in e, però si tratta di un verbo di tipo u.

L’indicativo presente e il futuro semplice

La medesima coniugazione dei verbi in giapponese usata per il presente è impiegata anche per il futuro e pertanto è il contesto delle frase che consente di capire quale dei due tempi si sta usando.

Per costruire il presente o il futuro di un verbo si deve partire dalla sua “base”, ovvero si trascrive in Rōmaji il verbo e:

  • per il tipo ru, la base è rappresentata dal verbo privato della finale -ru,
  • per il tipo u, la base è costituita dal verbo privato della finale -u.

Una volta individuata la base del verbo, la coniugazione al presente prevede che:

  • per il tipo ru si aggiunga -masu (presente o futuro affermativo) oppure -masen (presente o futuro negativo) alla base,
  • per il tipo u si aggiunga -imasu (presente o futuro affermativo) oppure -imasen (presente o futuro negativo) alla base.

Il presente o futuro affermativo coincide con l’indicativo presente o col futuro semplice, mentre la versione negativa va pensata come un non messo davanti al verbo (non mangia, non beve, non dorme, ecc. ecc.).

Alcuni esempi di coniugazione per i verbi di tipo ru:

MangiareDormireSvegliarsi
Infinitoたべるねるおきる
Basetabeneoki
Presente affermativoたべますねますおきます
Presente negativoたべませんねませんおきません
Radiceたべおき

Un altro concetto dei verbi molto utile da imparare è la “radice” e cioè il verbo coniugato al presente e privato della finale -ます; ovviamente per i verbi di tipo ru essa coincide con la base ma ciò non è vero per i verbi di tipo u:

BereLeggereAndareAspettareParlare
Infinitoのむよむいくまつはなす
Basenomyomikmatshanas
Presente affermativoのみますよみますいきますまちますはなします
Presente negativoのみませんよみませんいきませんまちませんはなしません
Radiceのみよみいきまちはなし

E’ interessante notare gli ultimi due esempi di verbi di tipo u: dal momento che non esistono i suoni tsi e si, essi vengono trasformati in ち e し.

Per i verbi する e くる la situazione è invece la seguente:

FareVenire
Infinitoするくる
Presente affermativoしますきます
Presente negativoしませんきません
Radice

Come si potrà notare, non c’è bisogno di esprimere la base in quanto le coniugazioni di questi due verbi vanno imparate a memoria senza altre regole a supporto.

Esprimere routine o progetti futuri

Cosa si può esprimere con questa coniugazione dei verbi? Si può parlare di azioni di routine, ovvero comportamenti normalmente ripetuti nel tempo, oppure di azioni che si è intenzionati a compiere nel futuro; ovviamente si può anche parlare di azioni che normalmente non si compiono o che non si intende eseguire nel futuro.

La struttura di base è pertanto la seguente:

SoggettoRadice del verbo – ます/ません

Ad esempio:

わたし は ねます。 (Io dormo)

すずきさん は おきます。 (Il sig. Suzuki si sveglia)

I verbi che possiamo scegliere per questa struttura sono intransitivi, cioè senza complemento oggetto (l’oggetto che direttamente coinvolto e influenzato dall’azione); la struttura richiesta per i verbi transitivi fa uso della particella を:

SoggettoComplemento oggettoRadice del verbo – ます/ません

Per esempio:

わたし は ラメン を たべます。 (Io mangio i ramen)

かねださん は さけ を のみません。 (La sig.ra Kaneda non beve sake)

Per fare delle domande si deve ovviamente utilizzare la consueta costruzione col か finale:

SoggettoRadice del verbo – ますか/ませんか

SoggettoComplemento oggettoRadice del verbo – ますか/ませんか

Nel caso specifico dei verbi transitivi abbiamo una possibilità in più, dal momento che è possibile sostituire al complemento oggetto la parola-domanda なに, che ci permette di chiedere a che cosa si stia applicando un’azione:

かねださん は なに を のみますか。 (Cosa beve la sig.ra Kaneda?)

Per confronto vd. All about verbs.



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2 thoughts on “I verbi in giapponese

  • ロレンゾ

    In tutte le lingue il mio argomento preferito è il verbo e in giapponese i verbi sono bellissimi, con tutte quelle u giapponesi ^_^
    Comunque volevo avere un chiarimento: è giusto dire solo ねる al posto di dire ねます?Cioè utilizzando la forma piana (di certo bisognerà usarlo solo con gli amici) ?

    • admin L'autore dell'articolo

      Ciao Lorenzo, da quello che ho studiato finora posso dirti di si, va bene usare ねる senza coniugarlo (forma piana informale, quindi solo con amici e famigliari) mentre ねます è una coniugazione più formale che il turista o lo studente possono usare da subito con gli sconosciuti, senza urtare la loro sensibilità. In bocca al lupo, ciao!