Yurei, il fantasma giapponese

(di Cristiano Suriani)

Yurei

Una caratteristica fondamentale del folklore giapponese sono senza dubbio gli yurei che possiamo paragonare ai fantasmi occidentali.
In questi ultimi anni, grazie agli horror giapponesi, non tutti di buona qualità a dire il vero, la figura del fantasma giapponese ha conosciuto una discreta notorietà anche in Occidente. Ma gli yurei non sono fantasmi creati appositamente in questi ultimi decenni nel cinema, nei manga o nella letteratura solo con lo scopo di incutere paura nel lettore o nello spettatore: gli yurei sono creature che hanno radici nel periodo di Edo e conobbero una grande diffusione nel XVIII secolo.

Secondo lo scintoismo alla morte di una persona l’anima “reikon” entra in una specie di limbo e solo dopo lo svolgimeno del funerale, e dei relativi riti, l’anima potrà ricongiungersi con gli spiriti dei suoi antenati con i quali avrà il compito di proteggere e di vegliare sui membri vivi della sua famiglia. Ogni anno, in estate, durante la festa di Obon, gli spiriti tornano tra i vivi a visitare le proprie famiglie le quali li accolgono con cerimonie di ringraziamento.
Ma se il funerale non avviene o se i riti non vengono eseguiti in modo corretto, il reikon, invece di andare tranquillamente ad unirsi con gli antenati, diventa un yurei; acquista questo stato anche se muore di morte violenta, per suicidio o se pervaso da qualche forte sentimento: amore, vendetta, rabbia, gelosia.
Lo stato di yurei non è eterno, ma dura fino a quando non risolve il problema che ha causato la sua condizione: eseguire riti riparatori sono, per esempio, un buon modo per consentire ad un yurei di ricongiungersi con gli antenati. Altro esempio potrebbe essere il raggiungimento della vendetta sulla persona che ha causato la propria morte.
Yurei

Luoghi tipici, in Giappone, popolati da fantasmi sono: il castello di Himeji e il bosco di Aokigahara, conosciuto come il bosco dei suicidi.
Gli yurei non lasciano mai il luogo dove è avvenuta la loro morte fisica violenta o seguono sempre la persona che è oggetto del sentimento di gelosia, di vendetta, di rancore, di odio. Non si fermano fino a quando non hanno raggiunto il loro scopo. Appaiono di notte, fra le 2 e le 3 di mattina quando, secondo la tradizione, il velo tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti è più sottile.
L’iconografia ufficiale ce li mostra vestiti con un kimono bianco, lo stesso usato, nelle cerimone shintoiste, per vestire i morti. Lunghi capelli neri e spesso, sulla fronte, hanno un triangolo di stoffa legato attorno alla testa. Una caratteristica degli yurei è quella di non avere le gambe e di fluttuare nell’aria.
Questi elementi dell’aspetto sono una eredità sia dei riti funerari della religione scintoista e sia del risultato di come gli yurei venivano rappresentati, durante il periodo di Edo, nel teatro Kabuki e nei dipinti Ukiyo-e.

Infine, una curiosità , la grande maggioranza degli yurei sono donne; forse perchè sono loro che, nel mondo dei vivi, vivono dei sentimenti più forti. Gli yurei maschili sono prevalentemente guerrieri morti sui campi di battaglia.

 

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