Pronuncia della lingua giapponese 2


Pronuncia della lingua giapponese

Pronuncia della lingua giapponesePronuncia della lingua giapponese (fonte: tofugu.com)

Introduzione

Per cominciare ad apprendere le regole di pronuncia della lingua giapponese è opportuno iniziare lo studio dalla romanizzazione del giapponese; la romanizzazione è la trascrizione dei suoni della lingua giapponese utilizzando i caratteri dell’alfabeto latino, che ovviamente già conosciamo.

Questo metodo di scrittura è noto come Rōmaji ed esistono diverse interpretazioni della romanizzazione del giapponese; il metodo di romanizzazione più diffuso nel mondo è certamente il metodo Hepburn, che deve il suo nome al medico e missionario americano James Curtis Hepburn (1815 – 1911).

In questo sito utilizzeremo una variante del metodo Hepburn che sarà presentata nel corso dedicato ai sillabari Hiragana e Katakana.

Suoni della lingua giapponese

Il metodo di romanizzazione Hepburn trascrive i suoni della lingua giapponese utilizzando i suoni della lingua inglese e le vocali delle lingue romanze; le pronunce delle vocali sono pertanto le seguenti:

  • le vocali a, i, e, o sono normalmente pronunciate come in italiano,
  • la vocale u è leggermente diversa da quella italiana, assomigliando di più alla pronuncia della doppia oo inglese (come nella parola pool).

Le vocali possono essere lunghe o corte, ovvero la durata del suono delle vocali lunghe è circa il doppio di quelle corte; è molto importante rispettare la durata dei suono delle vocali altrimenti si rischia di cambiare significato della parola che si sta pronunciando!!!

Le vocali lunghe sono così rappresentate:

  • la vocale a lunga si scrive come aa. Talvolta si trova anche scritta ā, ovvero la lettera con un trattino sopra chiamato “macron”,
  • la vocale i lunga si scrive ii oppure ī,
  • la vocale u lunga è trascritta con uu oppure ū,
  • la vocale e lunga si scrive ee oppure ei o ancora da ē,
  • la vocale o lunga è scritta come oo oppure ou oppure ō.

Nei corsi di questo sito adotteremo le trascrizioni con i macron.

La pronuncia delle consonanti è abbastanza vicina a quella italiana e occorre tener presente le seguenti regole:

  • la consonante k si legge come la c dura di “Chiuso”,
  • la consonante s ha la medesima pronuncia italiana della parola “Sole”,
  • il suono sh va letto come la sc di “SCiogliere”,
  • anche la consonante t ha stessa pronuncia italiana. Esiste però il suono ts che va letto all’incirca come la z di “aZienda”,
  • il suono ch va letto come la c dolce di “Ciao”,
  • la consonante h va sempre letta aspirata. La consonante f invece è pronunciata in modo diverso, portando il labbro inferiore e superiore vicini e soffiando aria tra essi,
  • le consonanti b, d, m, p, z si leggono in modo uguale a quelle italiane,
  • la lettera y si legge come la vocale italiana i,
  • la consonante r è completamente diversa dalla pronuncia italiana. Deve essere pronunciata colpendo con la punta della lingua l’area del palato dietro agli incisivi superiori,
  • la consonante w va letta come la la vocale italiana u,
  • la consonante g va sempre letta con la g dura di “Ghianda”,
  • la consonante j va sempre letta con la g molle di “Giornata”.

Bisogna infine prestare grande attenzione alla consonante n perché ci sono pronunce diverse a seconda del contesto in cui si trova questa lettera:

  • davanti alle consonanti n, t, d, r, s, z è pronunciato come la n italiana,
  • davanti alle consonanti m, p, b si pronuncia come la m italiana,
  • davanti alle consonanti k, g si pronuncia come la n inglese di “song”.

Anche se le regole possono sembrare molte, in realtà diventerà facile imparare la pronuncia della lingua giapponese delle varie parole grazie ai file audio presenti in rete. Ora prepariamo il PC per leggere e scrivere i Kana!



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2 thoughts on “Pronuncia della lingua giapponese

  • Alessandro

    Chiedo scusa, avrei bisogno di una delucidazione riguardo alle vocali lunghe: “ei” e “ou” sono pronunciate sempre “ee” e “oo” oppure ci sono casi in cui si pronunciano come un dittongo? Ad esempio, nella parola “geisha” come viene pronunciato ei?

    • admin L'autore dell'articolo

      Gentile Alessandro,
      grazie per la domanda! La risposta più breve che ti posso dare è: si, ci sono parecchi casi in cui “ei” oppure “ou” non danno luogo a una vocale lunga.

      Sulla base di quello che ho studiato finora posso dirti che non ho trovato una regola fissa per capire quando una vocale va allungata e quando va pronunciata la coppia di vocali; ad esempio la parola orologio si scrive “tokei” ma si pronuncia “tokee”.

      Ho anche riscontrato che la regola di pronuncia cambia a seconda del contesto in cui ci si trova, per esempio l’aggettivo “bello” è “kirei” e lo si legge normalmente con la “ei” finale… tuttavia potrebbe essere che in una esclamazione di sorpresa lo si pronunci “kiree”!

      Venirne a capo secondo me non è affatto semplice e solamente l’esercizio e l’ascolto di dialoghi, programmi televisivi o radiofonici può dare una mano a orientarsi.
      In bocca al lupo per lo studio e a presto!
      Nicola