Le cose belle finiscono sempre (30 luglio, lunedi)

Ormai mancano meno di 24 ore alla partenza per l’Italia. A dire il vero non sono (molto) dispiaciuto di partire: ci siamo divertiti, rilassati, abbiamo fatto e visto cose interessanti; ma ogni vacanza, come è giusto che sia, deve prima o poi finire; e poi, francamente, anche il clima di Padova ci sembra nettamente preferibile a questo di Kyoto.

Dopo aver preparato i bagagli, ci avviamo verso l’ultimo appuntamento di questa lunga vacanza giapponese: l’aquario di Kyoto. La meta, più che altro, è per fare contente le bimbe che hanno particolarmente sofferto il caldo umido di questi ultimi giorni.

Ci andiamo in autobus: mezz’ora fino alla stazione centrale e poi un altro autobus per il vicino acquario.
A bordo del mezzo, mi perdo nell’osservazione di alcune cose interessanti. Innanzitutto vediamo come funziona il pagamento del biglietto: si sale dalla porta centrale e si scende dalla porta anteriore, dopo aver pagato il costo del biglietto al conducente: in pratica si paga per poter uscire ! Tra andata e ritorno, sarò stato un’ora sull’autobus e non ho visto nessuno, ma proprio nessuno, cercare di scendere senza pagare il biglietto: tutti passavano diligentemente accanto al conducente e versavano le monete.

interno-autobus

Interno autobus

Penso: e se, questo metodo, lo si applicasse anche in Italia ? Purtroppo avremo comunque una moltitudine di furbastri pronti a tutto, pur di non pagare.
Dal punto di vista della coscienza civile, il Giappone è molto più avanti di noi, bisogna riconoscerlo.
Una cosa negativa è il costo del bigletto: 220 yen (110 il ridotto) !! Fino a qualche tempo fa il prezzo del biglietto variava a seconda della lunghezza del tragitto, ma ora, che siano una o dieci fermate, il prezzo è sempre lo stesso.

Acquarui

Acquario Kyoto

L’acquario di Kyoto è certamente interessante e ben costruito; non è a livello di quello di Osaka, ma è di molti gradini al di sopra di quello di Muroran visto qualche giorno fa.
Ci andiamo soprattutto per le bimbe, ma la più piccola conviene che è meglio dormire: con tutta la gente e la confusione, lei dorme placidamente nel suo passeggino.

Bento

Bento

Probabilmente grazie al temporale notturno, la giornata è leggermente meno umida e un po’ ventilata; decidiamo, quindi, di consumare il nostro pranzo all’ombra di un albero all’uscita dell’acquario; non è un vero e proprio pic-nic, ma il risultato è piacevole lo stesso. Ognuno con il suo bento ricolmo di cibo niente male. Qui il cibo preconfenzionato, già cotto e servito in bento di plastica, è tutt’altro che scadente: con appena 200-300 yen ti fai un bel pasto sostanzioso e variegato.
I negozi di alimentari, oltre ai bento, vengono anche bicchieroni di plastica contenenti cibi liofilizzati (ramen, udon, ecc.) a cui basta aggiungere acqua bollente per aver un pasto gustoso e nutriente. Naturalmente gli stessi negozi forniscono anche l’acqua calda.

Dopo un ritorno al centro commerciale per le ultime spese, rientriamo alla base per l’ultimo pasto, per i preparativi finali e per i saluti. Il volo partirà pochi minuti dopo la mezzanotte, un orario piuttosto scomodo. Comunque, dopo una veloce cena, alle 19 due taxi ci portano alla stazione centrale. Tre quarti d’ora di autobus per l’aereoporto Kansai dove arriviamo che è ormai notte fonda.
Ci attende un lungo viaggio per Venezia via Doha.
Domani, finalmente, saprò se ho parcheggiato bene la macchina :)

 

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