La foresta di Aokigahara



(di Cristiano Suriani)

Aokigahara
La foresta di Aokigahara sorge ai piedi del Monte Fuji ed è conosciuta per essere una foresta particolarmente impenetrabile dalla quale, però, si possono osservare splendide immagini del Fuji-san. Il luogo è particolarmente frequentato dai turisti anche grazie alle sue grotte di notevole interesse e suggestione. Ma la foresta ha un’altra caratteristica, sicuramente meno positiva: è infatti chiamata anche la Foresta dei Suicidi.
La gente che vuol farla finita con la vita entra nella foresta e, letteralmente, sparisce. Ogni anno ci sono battute da parte della polizia e di volontari che rinvengono decine di corpi di persone che hanno deciso di lasciarsi morire di fame, di sete o di inedia in mezzo a quella intricata foresta.

Sono decine e decine i suicidi che avvengono annualmente nella foresta anche se un conteggio preciso non può essere fatto. In Giappone è il luogo preferito dagli aspiranti sucidi e, a livello mondiale, è al terzo posto dopo il Golden Gate di San Francisco e il viadotto di Bloor Street a Toronto.
Nel tentativo di combattere il fenomeno, all’ingresso della foresta, sono stati messi dei cartelli, con indirizzi e numeri di telefono di organizzazioni di aiuto, con l’intento di persuadere gli aspiranti suicidi a proseguire con il loro insano gesto.

AokigaharaIl fenomeno dei suicidi in Giappone, purtroppo, è una piaga sociale di proporzioni preoccupanti: è da anni che si superano i 30.000 suicidi l’anno e il trend non accenna ad invertire direzione nonostante gli sforzi e i proclami del governo e delle associazioni private.
In questi ultimi tempi, con la pesante crisi economica che sta attraversando il Giappone, le numerose aziende che licenziano per abbattere i costi e sopravvivere, molte persone si ritrovano sul marciapiede, senza più lavoro e senza quella sicurezza economica che avevano prima. Senza un aiuto da parte della società, per molti di loro il suicidio è l’unica scelta possibilie. Oltretutto in Giappone sono molto più deboli quei freni culturali e religiosi che invece esistono in Occidente; qui ancora molti vedono il suicidio come il modo più onorevole per lasciare il mondo dei vivi.

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