Il sillabario Hiragana


Sillabario Hiragana

Simboli HiraganaTabella dei simboli Hiragana (fonte: s719244.wordpress.com)

Introduzione

Il sillabario Hiragana è un metodo di rappresentazione dei suoni utilizzati nella lingua giapponese e pertanto tutte le parole possono essere trascritte usando questo sillabario; i suoi simboli sono stati derivati dal sillabario cinese Man’yōgana e sono caratterizzati da dei tratti tondeggianti (cfr. Sillabario Hiragana su Wikipedia).

Utilizzo

Il sillabario Hiragana è normalmente usato nelle frasi per coniugare verbi e aggettivi, esprimere avverbi giapponese nativi, indicare particelle ed altre parole chiave (cfr. Introduzione alla lingua giapponese).

Sillabe di base del sillabario Hiragana

Ci sono 46 sillabe di base in Hiragana e, per nostra comodità, le rappresenteremo raggruppate per colonne:

 a

ka

sa

ta

na

ha

ma

ya

ra

wa

 

n

i

ki

shi

chi

ni

hi

mi

ri

u

ku

su

tsu

nu

fu

mu

yu

ru

e

ke

se

te

ne

he

me

re

o

ko

so

to

no

ho

mo

yo

ro

o

 

Sillabe con Dakuten e Handakuten

Esistono altre 23 sillabe del sillabario Hiragana ricavate a partire da alcune delle precedenti aggiungendovi una coppia di tratti diagonali in alto a destra (dakuten) oppure un pallino (handakuten).

I suoni ottenuti sono rappresentati nella seguente tabella:

ga

za

da

ba

pa

gi

ji

ji

bi

pi

gu

zu

zu

bu

pu

ge

ze

de

be

pe

go

zo

do

bo

po

Il dakuten trasforma i suoni consonantici k, s, t ed h rispettivamente in g, z, d e b; handakuten trasforma invece la h in p.

Osservando con attenzione la tabella di cui sopra, si noterà che i simboli ず e づ hanno lo stesso suono, cioè zu, così come じ e ぢ hanno lo stesso suono ji; fortunatamente づ e ぢ hanno un uso limitato e quindi, per evitare ogni confusione, bisognerà ricordarsi quelle poche parole che contengono づ e ぢ.

E’ utile sapere che, per ottenere queste due sillabe attraverso IME, si deve scrivere “du” per visualizzare づ e “di” per visualizzare ぢ.

Ulteriori regole di trascrizione e di pronuncia

Trascrizione di suoni contratti

Se una sillaba che finisce in -i viene seguita dalle sillabe や, ゆ o よ, dà origine ad un “suono contratto” che funziona come una singola sillaba; per trascrivere questi nuovi suoni si adotta la convenzione di far seguire, alla sillaba che termina per -i, una piccola や, ゆ o よ (cfr. Pronuncia della lingua giapponese).

Segue una tabella riepilogativa con tutti i suoni contratti previsti dal sillabario Hiragana, comprensiva anche dei casi con dakuten e hondakuten:

きゃ

kya

しゃ

sha

ちゃ

cha

にゃ

nya

ひゃ

hya

みゃ

mya

りゃ

rya

きゅ

kyu

しゅ

shu

ちゅ

chu

にゅ

nyu

ひゅ

hyu

みゅ

myu

りゅ

ryu

きょ

kyo

しょ

sho

ちょ

cho

にょ

nyo

ひょ

hyo

みょ

myo

りょ

ryo

ぎゃ

gya

じゃ

ja

びゃ

bya

ぎゅ

gyu

じゅ

ju

びゅ

byu

ぎょ

gyo

じょ

jo

びょ

byo

ぴゃ

pya

ぴゅ

pyu

ぴょ

pyo

Trascrizione di doppie consonanti

Per trascrivere una consonante doppia, ad esempio tt oppure pp, si mette, davanti alla sillaba di cui raddoppiare la consonante, una piccola つ; ad esempio:

  • はっぱ, happa (foglia),
  • ざっし, zasshi (rivista).

Trascrizione delle vocali lunghe

Le vocali lunghe della lingua giapponese sono rappresentate in Hiragana così:

ā) dopo una sillaba che termina in -a segue una あ. Per esempio:

おばあさん, obāsan (nonna).

ī) dopo una sillaba che finisce in -i segue una い. Ad esempio:

おじいさん, ojīsan (nonno).

ū) dopo una sillaba che finisce in -u segue una う. Per esempio:

すうじ, sūji (numero).

ē) la vocale e lunga si trascrive solitamente facendo seguire ad una sillaba che
finisce in -e una い. Ci sono comunque alcune parole in cui una えviene usata al posto della い:

えいが, ēga (film),

おねえさん, onēsan (sorella maggiore).

ō) la vocale o lunga è trascritta, nella maggior parte dei casi, aggiungendo una う ad una sillaba che finisce in -o. Anche in questo caso ci sono delle parole in cui la vocale lunga viene trascritta, per ragioni storiche, usando una お:

ほうかご, hōkago (dopo scuola),

とお, tō (dieci).


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