I verbi e la loro coniugazione


Le tipologie di verbi e il tempo infinito

 

Come in qualunque altro linguaggio anche i verbi giapponesi coniugano, ovvero cambiano forma in funzione del contesto in cui vengono usati; prima di studiare le coniugazioni, vediamo il tempo infinito dei verbi.

A questo riguardo bisogna dire che, guardando al tempo infinito del verbo, si riescono a distinguere essenzialmente tre gruppi di verbi:

  • i verbi “ru”, ovvero alcuni verbi che terminano con la sillaba . Degli esempi sono たべる (mangiare), ねる (dormire) e おきる (svegliarsi).
  • I verbi irregolari する e くる, che significano rispettivamente “fare” e “venire”, i quali non coniugano come i verbi ru anche se terminano in .
  • I verbi “u”, cioè tutti gli altri verbi che non sono né di tipo ru né irregolari. Degli esempi sono のむ (bere), よむ (leggere) e いく (andare).


Da quanto appena detto è chiaro che l’infinito di tutti i verbi termina con il suono “u”, però resta il dubbio “Come faccio a capire quando un verbo che finisce con
è di tipo ru oppure u”?

Una regola di massima da seguire è di controllare il suono della sillaba che precede la : se la sillaba contiene i suoni a, o oppure u allora si può essere certi che si tratta di un verbo di tipo u; alcuni esempi sono わかる (capire) e とる (prendere).

Se la sillaba contiene invece i suoni i oppure e, non è detto che il verbo sia sempre di tipo ru; per esempio ねる è un verbo di tipo ru con la penultima sillaba che termina in e. Pure il verbo かえる (tornare) ha la penultima sillaba che termina in e, però si tratta di un verbo di tipo u.

L’indicativo presente e il futuro semplice


In giapponese, la medesima coniugazione dei verbi usata per il presente è impiegata anche per il futuro e pertanto è il contesto delle frase che consente di capire quale dei due tempi si sta usando.

Per costruire il presente o il futuro di un verbo si deve partire dalla sua “base”, ovvero si trascrive in Rōmaji il verbo e:

  • per il tipo ru, la base è rappresentata dal verbo privato della finale -ru,
  • per il tipo u, la base è costituita dal verbo privato della finale -u.

Una volta individuata la base del verbo, la coniugazione al presente prevede che:

  • per il tipo ru si aggiunga -masu (presente o futuro affermativo) oppure -masen (presente o futuro negativo) alla base,
  • per il tipo u si aggiunga -imasu (presente o futuro affermativo) oppure -imasen (presente o futuro negativo) alla base.


Il presente o futuro affermativo coincide con l’indicativo presente o col futuro semplice, mentre la versione negativa va pensata come un
non messo davanti al verbo (non mangia, non beve, non dorme, ecc. ecc.).

Alcuni esempi di coniugazione per i verbi di tipo ru:

Mangiare Dormire Svegliarsi
Infinito たべる ねる おきる
Base tabe ne oki
Presente affermativo たべます ねます おきます
Presente negativo たべません ねません おきません
Radice たべ おき


Un altro concetto dei verbi molto utile da imparare è la “radice” e cioè il verbo coniugato al presente e privato della finale -
ます; ovviamente per i verbi di tipo ru essa coincide con la base ma ciò non è vero per i verbi di tipo u:

Bere Leggere Andare Aspettare Parlare
Infinito のむ よむ いく まつ はなす
Base nom yom ik mats hanas
Presente affermativo のみます よみます いきます まちます はなします
Presente negativo のみません よみません いきません まちません はなしません
Radice のみ よみ いき まち はなし

E’ interessante notare gli ultimi due esempi di verbi di tipo u: dal momento che non esistono i suoni tsi e si, essi vengono trasformati in e .

Per i verbi する e くる la situazione è invece la seguente:

Fare Venire
Infinito する くる
Presente affermativo します きます
Presente negativo しません きません
Radice

Come si potrà notare, non c’è bisogno di esprimere la base in quanto le coniugazioni di questi due verbi vanno imparate a memoria senza altre regole a supporto.

Esprimere routine o progetti futuri

Cosa si può esprimere con questa coniugazione dei verbi? Si può parlare di azioni di routine, ovvero comportamenti normalmente ripetuti nel tempo, oppure di azioni che si è intenzionati a compiere nel futuro; ovviamente si può anche parlare di azioni che normalmente non si compiono o che non si intende eseguire nel futuro.
La struttura di base è pertanto la seguente:

Soggetto Radice del verboます/ません

ad esempio:

わたし は ねます。 (Io dormo)

すずきさん は おきます。 (Il sig. Suzuki si sveglia)

I verbi che possiamo scegliere per questa struttura sono intransitivi, cioè senza complemento oggetto (l’oggetto che direttamente coinvolto e influenzato dall’azione); la struttura richiesta per i verbi transitivi fa uso della particella :

Soggetto Complemento oggetto Radice del verboます/ません

per esempio:

わたし は ラメン を たべます。 (Io mangio i ramen)

かねださん は さけ を のみません。 (La sig.ra Kaneda non beve sake)

Per fare delle domande si deve ovviamente utilizzare la consueta costruzione col finale:

Soggetto Radice del verboますか/ませんか

Soggetto
Complemento oggetto Radice del verboますか/ませんか

Nel caso specifico dei verbi transitivi abbiamo una possibilità in più, dal momento che è possibile sostituire al complemento oggetto la parola-domanda なに, che ci permette di chiedere a che cosa si stia applicando un’azione:

かねださん は なに を のみますか。 (Cosa beve la sig.ra Kaneda?)

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